
Diario di bordo
Cosa vedere nel Cilento in barca: Palinuro, Camerota e la Baia degli Infreschi
Falesie, grotte e acque smeraldo: la costa del Cilento si scopre al meglio dal mare. Una guida concreta a Capo Palinuro e al suo Arco Naturale, alle grotte marine, a Marina di Camerota e Cala Bianca, alla Baia degli Infreschi e a Punta Licosa, con distanze, periodi migliori e regole delle aree marine protette.
- Tutela
- Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni (UNESCO dal 1998) + 2 Aree Marine Protette (istituite nel 2009)
- Grotte di Capo Palinuro
- Decine di cavità marine, tra cui Grotta Azzurra, del Sangue, d'Argento, dei Monaci e delle Ossa
- Baia degli Infreschi
- Spiaggia più bella d'Italia 2014 (Legambiente), raggiungibile solo via mare o a piedi
- Estensione della costa
- Circa 100 km da Punta Licosa al Golfo di Policastro (Sapri)
Il Cilento dal mare: un parco UNESCO lungo cento chilometri
Il Cilento è la parte meridionale della costa campana: comincia dove finisce la Piana del Sele, intorno a Punta Licosa, e scende per circa cento chilometri fino al Golfo di Policastro, all'altezza di Sapri. È un litorale tutelato dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1998, e protetto da due aree marine. Rispetto a Capri e alla Costiera è più selvaggio, meno affollato e dominato da scogliere, grotte e acque limpidissime.
Perché vederlo in barca? Perché i luoghi più belli — la Baia degli Infreschi, Cala Bianca, le grotte di Palinuro — non hanno strade di accesso o sono molto più scenografici dal mare. Dall'acqua si leggono la geologia delle falesie, i fondali di posidonia e quei passaggi cromatici dal turchese allo smeraldo che da terra restano nascosti. È anche il modo migliore per fare snorkeling lontano dalla calca delle spiagge.

Capo Palinuro e l'Arco Naturale
Capo Palinuro, promontorio del comune di Centola, è il cuore scenico della costa. Il nome richiama Palinuro, il nocchiero di Enea che nell'Eneide di Virgilio cade in mare proprio qui. Il capo presenta le falesie più alte del litorale ed è sormontato dal Faro di Capo Palinuro, uno dei più potenti d'Italia. Doppiando la punta si attraversano fondali profondi dove l'acqua passa dal blu intenso al verde brillante in poche bracciate.
Sul versante orientale, accanto al porto, si apre la Spiaggia del Buondormire con il celebre Arco Naturale: un ponte di roccia scolpito dal mare diventato simbolo di Palinuro. È uno dei punti dove fermarsi a nuotare, con maschera e boccaglio, sopra fondali rocciosi ricchi di vita. Da qui il capo segna idealmente il confine tra le due aree marine protette del Cilento, una a nord e una a sud.
Le grotte di Palinuro: Azzurra, del Sangue, d'Argento, delle Ossa
Capo Palinuro ospita una delle più alte concentrazioni di grotte marine del Mediterraneo: se ne contano decine, alcune emerse e molte sommerse, tanto da renderlo una meta nota anche per la speleologia subacquea. La più famosa è la Grotta Azzurra di Palinuro, dove la luce filtrata dal fondo tinge l'acqua di un azzurro lattescente: a differenza di altre, è ampia e si percorre con piccole imbarcazioni e gommoni quando il mare è calmo.
Intorno al capo si aprono altre cavità dai nomi evocativi e dalle origini molto concrete. La Grotta del Sangue deve il colore rosso alle ossidazioni di ferro sulle pareti; la Grotta d'Argento ai riflessi argentei della roccia; la Grotta dei Monaci a stalagmiti che ricordano figure in preghiera. La Grotta delle Ossa conserva resti ossei fossili inglobati nelle pareti, testimonianza geologica di epoche remote. L'accesso dipende sempre dalle condizioni del mare e va valutato giorno per giorno.

Marina di Camerota e Cala Bianca
Scendendo a sud del capo si incontra Marina di Camerota, antico borgo di pescatori oggi vivace cittadina balneare, incastonata tra promontori e calette. La zona è celebre anche per le grotte preistoriche: i ripari di Capo Palinuro e Camerota custodiscono importanti tracce paleolitiche, tra le più significative dell'Italia meridionale, raccontate nel museo locale dedicato alla preistoria.
Il tratto di costa tra Marina di Camerota e gli Infreschi regala alcune delle spiagge più premiate del Paese. Cala Bianca, con i suoi ciottoli chiari e l'acqua color smeraldo, ha conquistato il riconoscimento di spiaggia più bella d'Italia di Legambiente nel 2013, un anno prima della vicina Baia degli Infreschi. Più a est si trovano Cala del Cefalo, alla foce del fiume Mingardo con la sua pineta e le dune, e le insenature di Pozzallo: quasi tutte si godono al meglio arrivando dal mare.
La Baia degli Infreschi: la spiaggia più bella d'Italia
La Baia degli Infreschi è il gioiello del Cilento meridionale, dentro l'Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta. Nel 2014 è stata eletta spiaggia più bella d'Italia da Legambiente, ed è raggiungibile soltanto via mare o con un sentiero a piedi da Marina di Camerota: niente strade, niente parcheggi. Accanto alla spiaggia si apre il Porto degli Infreschi, una piccola insenatura naturale usata per secoli come rifugio dai pescatori durante le mareggiate.
Il nome "Infreschi" deriva dalle sorgenti di acqua dolce che affiorano lungo la riva e sul fondale, rendendo l'acqua più fresca rispetto al resto della baia. Proseguendo verso Scario si percorre la Costa della Masseta, un susseguirsi selvaggio di falesie e cale disabitate. Trattandosi di area protetta, valgono regole precise: zone a tutela integrale interdette, ancoraggio vietato sulla posidonia e ormeggio sui campi boe autorizzati.
Punta Licosa e Castellabate: il Cilento del nord
All'estremità settentrionale, vicino a Castellabate, sporge Punta Licosa, dentro l'Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate. Davanti alla punta galleggia il piccolo Isolotto di Licosa con il suo faro, intitolato secondo la leggenda alla sirena Leucosia. È un tratto di acque trasparenti, praterie di posidonia e fondali dove non è raro intravedere resti di età romana: un paradiso per lo snorkeling tranquillo.
Alle spalle si distende il borgo di Castellabate, reso popolare dal cinema, con le frazioni di San Marco e Santa Maria, e poco a nord la cittadina di Agropoli. Questo è il Cilento più vicino a Salerno e quindi il più comodo da raggiungere in giornata. Proseguendo lungo la costa si toccano Acciaroli e Pioppi, dove il fisiologo Ancel Keys studiò la Dieta Mediterranea, borghi legati alla longevità dei loro abitanti.
Distanze, basi di partenza e regole delle aree protette
La costa cilentana è lunga e le distanze contano nel pianificare. Il Cilento del nord — Punta Licosa, Castellabate, Agropoli — dista circa 25-30 miglia nautiche da Salerno ed è un'escursione fattibile in una giornata. Il Cilento del sud — Palinuro, Marina di Camerota, Baia degli Infreschi — si trova invece a circa 55-60 miglia: per dedicargli il tempo che merita conviene il noleggio di una barca a Palinuro o partire presto, magari su più giorni, anziché concentrare tutto in una sola uscita da Salerno.
Dentro le aree marine protette si naviga con attenzione: le zone a riserva integrale sono interdette a transito, balneazione e ancoraggio; altrove valgono limiti di velocità sottocosta, divieto di calare l'ancora sulla posidonia e ormeggio ai gavitelli autorizzati. Avere a bordo chi conosce la costa, i venti e i punti d'ingresso delle grotte fa la differenza tra una giornata riuscita e una mancata. Per orientarti tra le mete puoi esplorare le destinazioni prima di scegliere.

Quando andare e consigli pratici
Il periodo ideale va da maggio a ottobre, con l'acqua più limpida e il mare mediamente più calmo tra giugno e settembre. La costa meridionale, più esposta, può risentire di libeccio e maestrale: spesso le prime ore del mattino sono le più tranquille, condizione perfetta anche per entrare nelle grotte di Palinuro e per godersi gli Infreschi prima dell'arrivo delle barche.
In valigia da bordo metti maschera e boccaglio, una protezione solare rispettosa dei fondali, scarpette da scoglio per le cale di ciottoli e una felpa leggera per il rientro al tramonto, quando la luce dorata accende le falesie. Parti presto per evitare il traffico nautico nei punti più frequentati e, dove serve, verifica in anticipo la disponibilità degli ormeggi nelle aree protette.
Domande frequenti
Si possono vedere le grotte di Palinuro in barca?
Sì. Capo Palinuro conta decine di grotte marine e molte si raggiungono dal mare con piccole imbarcazioni o gommoni. La più nota è la Grotta Azzurra, ampia e visitabile quando il mare è calmo; altre celebri sono quelle del Sangue, d'Argento, dei Monaci e delle Ossa. L'ingresso dipende sempre dalle condizioni meteomarine del giorno e va valutato di volta in volta.
La Baia degli Infreschi è raggiungibile solo in barca?
In pratica sì: la baia non ha strade di accesso e si raggiunge via mare oppure a piedi lungo un sentiero che parte da Marina di Camerota. Si trova all'interno dell'Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta, quindi vanno rispettate le regole su ormeggio, velocità e zone a tutela integrale. Nel 2014 è stata eletta spiaggia più bella d'Italia da Legambiente.
Quanto dista il Cilento dalla Costiera Amalfitana o da Salerno in barca?
Dipende dal tratto. Il Cilento settentrionale — Punta Licosa, Castellabate, Agropoli — è a circa 25-30 miglia nautiche da Salerno ed è comodo da visitare in giornata. Il Cilento meridionale — Palinuro, Camerota, Infreschi — dista circa 55-60 miglia: per goderlo davvero conviene partire da un porto cilentano o pianificare un'uscita lunga o su più giorni.
Qual è il periodo migliore per visitare il Cilento via mare?
La stagione ideale va da maggio a ottobre. Acqua più limpida e mare mediamente più calmo si trovano tra giugno e settembre. Le prime ore del mattino sono spesso le più tranquille, soprattutto sulla costa sud più esposta a libeccio e maestrale: perfette per le grotte di Palinuro e per arrivare agli Infreschi prima della folla.
Cala Bianca o Baia degli Infreschi: quale scegliere?
Sono entrambe vicino a Marina di Camerota e meritano. Cala Bianca, di ciottoli chiari e acqua smeraldo, ha vinto il riconoscimento Legambiente nel 2013; la Baia degli Infreschi, con il suo porticciolo naturale e le sorgenti d'acqua dolce, nel 2014. Se hai tempo, in barca le visiti entrambe nella stessa uscita, abbinandoci una sosta snorkeling.
Si può fare snorkeling nelle aree marine protette del Cilento?
Sì, nelle zone a tutela parziale (B e C) si può nuotare e fare snorkeling rispettando le regole; nelle zone a riserva integrale (A) sono invece vietati transito e balneazione. In tutte le aree è vietato ancorare sulla posidonia e bisogna usare i campi boe autorizzati, oltre a mantenere bassa velocità sottocosta vicino ai bagnanti.
Le acque del Cilento sono fredde a causa delle sorgenti?
In alcuni punti sì. Alla Baia degli Infreschi, ad esempio, affiorano sorgenti di acqua dolce dal nome stesso "Infreschi", che rendono l'acqua più fresca rispetto al resto della baia. È un fenomeno localizzato e piacevole nelle giornate calde; per chi resta a lungo in acqua a fare snorkeling una muta leggera può comunque tornare utile.
Cosa vedere nel Cilento oltre alla costa?
Il Parco Nazionale del Cilento è Patrimonio UNESCO e custodisce tesori anche a terra: i templi dorici di Paestum, l'antica città greca di Velia (Elea), patria della scuola eleatica, il borgo di Castellabate e Pioppi, dove fu studiata la Dieta Mediterranea. Un'uscita in barca si può facilmente abbinare a una visita archeologica o a una tappa enogastronomica nei borghi.
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